sabato 6 agosto 2016

201


- Eppur si muore -

Fu monumento impiegato sul fronte dell'acqua, i piedi li vedevo immersi, la testa nel cielo colmo d'ossigeno, la vita secca solcata dal vento del ghibli. A terra il rosso mal pelo acquattato fiutava la libertà. La povertà dell'idolo in vetro si frantumava ricreando fattezze dalla rosa. Maschio femmina ruggine limone, stesso bicchiere astringente acclamato dai più. La magia del lusso rende immortali e immorali. Simile tempo ritmico scolpito dai bicipiti ai glutei, legati carne, proclamano la mortalità e l'ansia della fine. La caducità è colpo di falce che si vive, ci consuma sino alle ossa su cui si muore.

Nessun commento: