lunedì 8 agosto 2016

208


- Sull'autostrada assolata -


Non penso ad altro. L'inganno è intessuto di forza e pazzia se ringrazio il morire. L'abbraccio è l'anima d'un bambù dentro il picchio: serve la brina al crisantemo. Sapore di terra. Ascolto il fruscio che non rende presso la volontà. Incede la ragione superba di gran corsa. Virulenta la palizzata al buio cromato, non dà spiegazioni, allusioni, verità presunte. In orma su triplice copia battezzo la corolla in un bacio, mi avvicino, mi avvicinerei di più. Ammiro l'odore che emani, non sento. Volto per il delta, immagino cruna la duna di vesti, pudore tra le dita scivoli sabbia. La manica arsa dal giorno esausto sul dorso lirico del tempo. Mani segnate, le cicatrici dolenti dal morbido soffio. Il frullo motore, una stilla nell'aria, mieto chilometri d'amore platonico rileggendoti sempre di nuovo.


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