domenica 29 gennaio 2017

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- Demos / kratos -


La stella treppiede magnifica sonda nell'occhio dell'uragano stura l'amore. Somma lieve dell'orologio quando ingarbuglia tralci di vite, il salice piange tra due ossa con cui gira il tempo. Cogli la falce, pianti il martello, turbi l'angelo pro tempore: lingua cadaverica ferita. Modifico la struttura nei suoni moderni. Spengo l'avventura dell'apocalisse dei trent'anni nei magnifici vent'anni. In controtendenza il viaggio. Calesse trainato dalla clessidra vestita in classica sirena, sul portapacchi la colubrinetta miccia di cattivi pensieri a supporto. Pallido nel plasma in dodici pollici con la scure da guastatore nella fusciacca creo tromboni di pelle umana, tamburi col ritmo di pube. Tronconi a flussi, rapsodie, sinfonie, brandelli di carne increspata dal sale per la famelica platea dalle bocche insanguinate. Nelle carte da gioco ogni saltello sul destino di ciascuno. Cogli fiori senza tubare, la legge è modo di dire.               

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