giovedì 22 gennaio 2015

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- press agent - 


il perfetto battito
di ali sulla cupiglia, sale
mostrando un pazzo dietro 
l'angolo che non vedo, se non le
scarpe nero lucido, col giardino
d'improperi rigogliosi in Gesù si parla
l'aramaico e le prosperità sono incise
sul conio del giaciglio. Il fiore ha il
ventre acuto e riposa dinnanzi allo
sgabello; di pelle bianca il bulbo
 confessa l'occhio crollato
 nell'abisso di
due gambe.
Precipitano le
 donne quando amano l'elettricità di
Picasso individuata dalle nocche. Gli
astri trattengono il filo di cotone ai fori
d'acqua sull'ombrello, rivestiti dal cinese,
gli fumano dal cranio. Il revolver si accende
presso la vite americana. L'idrante rosso lega
il cross in vetta se disegna i palchi delle renne.
Sgorga l'impeto dalla calma. Piatta la neve 
introduce la lingua in angolo. Il crepitio
del sole afferra la persiana ciondolante;
riversa e obliqua, veste elegante sullo
 strapiombo.
I nove gradi alcolemici sono sragradevoli al maìtre à pènser.
L'ordine di piume si rifugia sotto le ali del ruscello immobile.
La donna asciuga la palla dinnanzi al velo
con le unghie porno rivolte al cielo.
S'intravede la povertà quando il danaro brucia.
Il sentiero degli svitati è ferrato a dorso di mallo.


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