areole dell'infinito senno ai margini del sommo disinteresse con cui vivo l'interregno da cui interpello il sentimento di questo luogo ameno giogo di acquaiolo su cui scorre ogni digressione umana che non disturba la mia lettura del tempo il fischio meteo al falco equidistante all'abbaiare del cane nella valle la lucertola tra le foglie indaffarata le percorre fugge nella primavera gonfia il bosco di odori colora la Dea fortuna al sole legge di questo luogo ai margini dell'infinito crea l'interesse di chi come me fa colazione le prime ore dell'alba perla nottambula stropicciata di velo la scansione congrua mesce alla palla di Diana con la faretra acquista sigarette sotto costo il sotto passo dal ventre il divenir infila la freccia di cristallo indelebile fora il tuorlo nel vulcano incandescente il pennello sghembo riflette il petto di pollo allo specchio la fureria del menù l'identità bianca idioma writter che incontra è power writer e non chiede mai come ci si chiama, sempre chiede: tu cosa scrivi ? black peace and love too ?
Il blog è curato da Roberto Corrado Timillero alias Cocuma ecrivain blogger ed è espressamente favorevole alle rivoluzioni pacifiche, alla cultura, al cambiamento, all'amore, alla felicità personale, a YHWH.
domenica 24 settembre 2017
392
l'acqua precipita nel ventaglio traslucido imbeve la scala nella marcia da montagna supera la vetta la coppia di frastuoni indirizza lo sterzo sul pelo di lapin odora le unghie tinte nel giallo al confine autorevole apro il tunnel dal prologo la tua voce per amore darei tutto per il tuo amore un brivido di
gioia luminoso mi eccita si accorda sul palco con la renna traina la slitta di malva nel becco il beato ramoscello di sommaco piega la linea della brezza a fatica nell'ugola la traettoria dei tordi in ascisse da cui trabocca il tuo amore questa sera le stelle si accalcano in cielo per il tuo amore il fine dello
scurire l'orlo refattario del mio cuneiforme ardore squadriglia di ali per te mio colore universale con il vaso di crisantemi odo la messa nel disagio imbrattato sul muro fumettistico bianco nero ciò mi muove la necessità di sapere un'idea finita per amore la trasformazione dell'esistere continuamente
gioia luminoso mi eccita si accorda sul palco con la renna traina la slitta di malva nel becco il beato ramoscello di sommaco piega la linea della brezza a fatica nell'ugola la traettoria dei tordi in ascisse da cui trabocca il tuo amore questa sera le stelle si accalcano in cielo per il tuo amore il fine dello
scurire l'orlo refattario del mio cuneiforme ardore squadriglia di ali per te mio colore universale con il vaso di crisantemi odo la messa nel disagio imbrattato sul muro fumettistico bianco nero ciò mi muove la necessità di sapere un'idea finita per amore la trasformazione dell'esistere continuamente
sabato 23 settembre 2017
391
costantemente tu palude carbonifera l'entità corpo a corpo mugghia nel branco di delfini al sole dal legno il profumo d'aria l'armonia spietata blu il profondo gemito dalla povertà squaderna la dittatura impilata sulla torre di Babele pive nel sacco a squadriglia la coda tra le gambe tra i tavoli parcheggia la chiazza rosso bruna pira che sfiora il microcataclisma a cravatta di calcare affitto la mansarda dal vetro al collo in tasca le famiglie hanno il conto svampito sul dirupo il lancio dell'asso solenne in giù
giovedì 21 settembre 2017
390
non riesco a far fuggire il suo fantasma maledizione a questo vivere facile con la polo infilata nei pantaloni del lungomare le portiere di jeans aperte con cui strimpello le corde uccise dalla folgore ho deragliato il visore ho affogato la radio dal candido visone giro il pomello dell'occhio dal succiacapre sul capo dell'uccello accovacciato la gamba dell'isola tinge la nenia dal saluto legionario non è mai un abbonamento chic il giro virtuoso maledizione a questa vita un'occlusione testamentaria da nichilista
389
Nient'altro che un alambicco con cui produrre lettere al gancio dell'anfiteatro. L'altimetro boicotta la crepa al vespro, appeso tira la tenda, gli anelli scorrono nel verde li imbuca sino all'ultimo. Amo il movimento senza palla l'ombra arriva ed è la progressione tra le vie e vicoli d'ordinanza. Dalle trincee underground il cane irraggia sul battibecco sale a distanza col pettirosso sul filo. La realtà è all'interno di un sortilegio. Plausibilità senza etichette nè presente nè futuro i versi senza scadenza. Alle spalle la quercia nel ritardo del principio. La pioggia rimesta battente il cranio a gocce scistose apre le ali volano gli uccelli fuori dalla gabbia. Un grigio divenir neve si appella rapinosa alla trapunta delle siepi porge la guancia a terra poi discorre della formula, si ritrae novello. A passo di danza algebrica riposa. Pietra focaia ignota al cuore trasferisce il piano a coda legato alla corda. Il fiume sfigurato nel letto cancella la memoria sul corpo l'urna di vetro è accolta da migliaia di petali gialli.
sabato 16 settembre 2017
388
l'oppiaceo fulge invece di profumo è assenzio al tavolino sotto la coppola lo zucchero di fiera nel cuore la cintura si accorda muore a ritmo accademico invece di ricci di mare il rosmarino radice nel carteggio ai piedi delle piante l'oro subito s'intreccia al binario tre che di vesti eleganti se ne intende sacco al sole in chiaro si rispecchia la linea dei quattro passi li scendo nel sottopasso lo scorrimano su cui rotola un obolo dai motivi blandi è il vecchio leitmotiv bellezza vermiglio l'imbracatura in rima
387
Intingo l'acceleratore polo dalle commessure vergini filtra il tuo occhio fuoco indemoniato conosce le faville di nutrie scoiattoli roditori d'ogni genere su carta oleosa dal soffitto pende la ruota faunistica in canapa cinese a lampadina 12 volt scende il dux mea lux plana sull'isola del tesoro technicolor sulla spiaggia è l'idea del braccio di formaldeide lega il somaro di Cristo all'anello i mattoni a faccia vista riflettono la coppia scoppia nel frack cerato di crack brilla di pini nani stampati affiora sulla neve la
testa di tulipani intessuta ghiaccio nella berretta sulla fronte l'haiku in fiori di pesco rimargina lo strappo cui il filo attraversa il declivio recita gli occhi di chi guarda disteso nel fango l'emittente dell'algoritmo nel sofà l'alcoolritmo guru sul tettuccio interloquisce col braccio dalla vettura esibisco i sensi al giardino Italiano la tempra azzurra innaffia l'immancabile buffet del fascismo proibito/ il fascino nel proibito sono i fondamenti biologici della scrittura ho deciso di amarti non ti perderò per
nulla al mondo di questo mondo di sanguisughe che non è deciso se lo desiderate posso fare qualcosa col kalashnikov una fila di poltrone al cinema dell'occaso una genziana la pervinca il drink paglierino tra le gambe la rosa purpurea di Milano la svolta dei petali li piega li copre sul piede unico i cubi del ghiaccio conversano di baci sulle labbra la voglia di vederti e di fare l'amore vedimi atterro domenica durante la messa nell'ostia del mattino mi travesto da sub umano nelle città le migliori che abbiamo
testa di tulipani intessuta ghiaccio nella berretta sulla fronte l'haiku in fiori di pesco rimargina lo strappo cui il filo attraversa il declivio recita gli occhi di chi guarda disteso nel fango l'emittente dell'algoritmo nel sofà l'alcoolritmo guru sul tettuccio interloquisce col braccio dalla vettura esibisco i sensi al giardino Italiano la tempra azzurra innaffia l'immancabile buffet del fascismo proibito/ il fascino nel proibito sono i fondamenti biologici della scrittura ho deciso di amarti non ti perderò per
nulla al mondo di questo mondo di sanguisughe che non è deciso se lo desiderate posso fare qualcosa col kalashnikov una fila di poltrone al cinema dell'occaso una genziana la pervinca il drink paglierino tra le gambe la rosa purpurea di Milano la svolta dei petali li piega li copre sul piede unico i cubi del ghiaccio conversano di baci sulle labbra la voglia di vederti e di fare l'amore vedimi atterro domenica durante la messa nell'ostia del mattino mi travesto da sub umano nelle città le migliori che abbiamo
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