lunedì 2 maggio 2016

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 - La pergamena -
 
Senza coraggio nè misericordia m'indirizzo all'ovvio nella società che teme inclinandosi al malessere. Proseguo in ciabatta. A ponente immagino il confine imbastito per germogli in vetroresina. La chiglia risuona d'unguento in scarto ridotto, per infierire si attesta sul cucuzzolo degli dei. Rovisto i panni neri nel fondo del catino, se una sonda di sudore sale sulle labbra chiunque tace. Rinverdisco il cumulo d'anni impetrati simulo spunti in lana. Molto diffuso nei cascinali decapottati l'argine di ogni cicatrice intercede a nembi, nuvolaglia e messe. Non vedo che busti in mogano sedie nel colore liquido alla fine. Con diamanti per baci eterni incastonati su giacche demodè, scateno vizio e alcool. 

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