sabato 3 settembre 2016

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- Cocaburra -

Nella corolla di pupilla hai un daino che bruca. L'ebreo sulla catasta del legno lo accudiva di fianco al camposanto in cui viveva. Al di fuori di noi gli stregoni indossano il suit e calzano scarpe marroni. La lente d'ingrandimento osserva i loro diamanti gambe idrauliche che versano l'animo intagliato di grezzo. Abbattono il suprefluo cresciuto a dismisura si eleva cattedrale vegetale. La dittatura dei gesti per sordomuti ingabbia il cocaburra mai estinto si libra in volo atterra sul ramo. Conquista gli sguardi selvaggi d'ogni anima salvata che riaffiori dalla corrente del fiume. L'addio è ritorno polveroso fatto di versi controversie. Dal balcone al pian terreno sento la tua voce come fossimo al telefono fianco a fianco s'incaglia il cuore lana invischiata nelle spine del rovo, possibile non amarti ?  

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 - Una notte come un'altra -


Da qui a qualche tempo non ci rivedremo. Nè io qui seduto al tavolo mentre bevo birra, nè voi di là alticci con la felicità del sorriso bendato da barbe voci, bicipiti tatuati, abiti informali di chi sta bene è sempre nel posto giusto. Il passo leso la verità blesa quattro concetti non prudenti e misfatti innocenti gli abbracci a persone che non conoscono ardori vitali; velocemente il destino incalza quando indossa l'abito. Rapido insegna a stordirti illuminandoti non ti regge non ti governa, che non ti fu affidato dalla pietà celeste. Uscite dal bar entrate nel bailamme di fiamme in fiore il silenzio cala mesto sulle cose che avete lasciato alle vostre spalle.    

venerdì 2 settembre 2016

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- Piscina -

Indosso gli slip asciugati al vento, gli abiti ai ganci dell'ombrellone trattenendosi alla staffa bianca  innescano resistenze di bandiere oblique, la mia ombra spedita sul telo giallo con la lucertola è fissa sul lettino a scultura nera priva di capelli. Quei pochi mossi lievemente a vegetazione rada sono steppa, le ginocchia bagnate, la canicola, aumenta l'intensità del calore, normalità che si riappropria la propria entità trasformata dopo l'immersione nell'acqua. Un insetto atterra sul block notes visita da turista le parole che ho vergato sfregandosi placidamente le elitre. Nell'uomo il superfluo è identità divenuta precipitevole. Si spegne il sole. Al richiamo di ogni nome si riempie l'aria immediatamente svuotata si ricolma d'urli giochi schiamazzi d'acqua spruzzi cristallini, perforati dalla luce riaccesa e ludica; sensuali i corpi si decorano illuminandosi alla tintarella bruciando. Quella donna laggiù con gli occhiali da diva prende il sole ed è meravigliosa nella sua lucentezza ambra.

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- Skirt -


Il bagliore mi conquista l'imo in cui felicemente sto. Tranquillo spolvero la linea del tuono, paralizzo l'amen lo piego riponendolo da parte. Cerco la furia del vento che ti cade a dismisura, non combacia con ciò che da sempre penso di te. Illudo l'egemonia che bagna. Nulla di diverso mi attacca eccetto gesti astigmatici d'amore: impressioni privi di trucchi, molteplicità che torturano la quiete. Dalla cavità del quadrante sboccia il millennio, su di noi deposita i ricordi a nastri col fiocco d'avorio. Per religiosità assopite è l'ennesimo sciabordare di rughe che ci resistono. La santabarbara del cuore è legge automatica, imprime modestia mentre sbottona la gonna che srotola nel cielo damascato.

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 @:-)  i feel love -

ti bevo ti vibro sulla lunghezza dell'anca mossa di calore e nerbo, ti spingo sul fuoco ad occhi chiusi ti riacciuffo non mi vedi, odi l'orda dell'aria che ci accoglie nel sussulto il movimento rispecchia ciò che è per noi ombra sull'ombra i nostri corpi incendiati di terra e fango convulsi avvoltolati d'amore morte danzano sotto l'egida del soffio d'inesprimibile sconquasso, è l'arte umana: s'infrange inesorabilmente epiteto in ciò che sarà in noi con noi nella parabolica diversità del noi uguale.   

giovedì 1 settembre 2016

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 - Quando m'innamoro -

L'albume romantico odora di traverso s'incolla allo stellio del bivio. Al marciapiede fiorito di Diana la caccia è aperta all'onestà del diritto, il portiere chiude la serranda. La botte gravida dimenticata da chissà chi deforma il liquido che scivola nella crepa del romanzo. Assurge a totem policromo ogni livello di colore dall'orbita sfoglia l'occhio, acquista la modestia dell'immortalità. La bandiera dei ricordi ha ciò che desidero. Sul letto le foto divise dall'ignoto si dissolvono, protocollo necessario per vivere. La lapide è iscritta nel rombo consueto. L'ortica rilascia la coltre di aghi e se ne infischia di elemosinare a corte il piumaggio dell'oca che miete. Le vetovaglie sono spesso algebriche, se spiumo l'arca  penso di poter spegnere la luce quando lo desidero. Lo spettacolo sia fine mentre m'innamoro.

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- L'amore al tempo dei Poeti -


La risacca dei rumori mi dirige sul mondo delle cose che non vedo, mi appisolo sulla schiena il vento notturno mi edifica la frescura di una chiesa. Scivola lo spegnimento della luce, i pensieri nascono a cespugli muoiono nell'oscurità privi di segni. Resta misterioso ciò che non sciolgo e taglio rimane per me inspiegabile: come mi senta illeso di un amore che m'induce ad un furioso e pacato disinteresse.