domenica 17 luglio 2016

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- La fontana rosa -

Le farfalle bianche attorno al rubinetto in bronzo, intercettano la goccia che cade in cristallo prezioso sulla grata. Il maniero in balle di fieno si staglia silente sulla collina, dona al vento qualche sbuffo, la giornata è defunta dal sole. Il cenacolo, chiome di chignon alti, bassi, laterali, lega con la cinghia le ceste alla groppa dei somari. Sotto il cappello in paglia il volto segaligno è la comunione col ventre della donna per la notte. Il disco del sole lega l'occaso a sè, si stempera nel condurre al gruppo di case sulla collina se piego la visiera. Il sentiero in graniglia: al frinire delle cicale notturne la luna piena lo irraggia. Il tramestio, ghiaia ferita sotto i miei passi, segue. La finestra illumina la vista. 

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- A' la fin du soleil -

Al termine del sole giunge la valigia in pece nel tramonto, imbratta d'oscurità il cielo la tramontana d'abbracci mugghia. Stamane la scintilla dell'aurora riaccende il congiungersi, l'universo brilla. In uno sbadiglio floreale la sonnolenza delicata si dissolve ai raggi. Apro la finestra, di spalle il letto di sogni fuggitivi si è dissolto, rivedo il giorno sobrio nell'abito di frescura. Vorrei poter dire ti amo da morire; è la mia novità. Si dipana ignoto il tempo, cortometraggio a colori di Damigella sul vetro.  

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 - Amanti -

M'isimprime il triangolo di te sul foglio d'un mare aperto, dove il piglio terra cielo confondono le tue forme transeunte in me, lievi incedono in sciabordii dure dolci di santità illegittima con cui amarti in giochi d'accensioni, d'acque ripetute circonfuse di segrete cripte cunicoli esaudendo il non sapere, del nostro amore crudele fiore in ogni proiettile, con cui ci colpisce ci sfiora ci protegge di cuore, lasciandoci cicatrici sul corpo esausto ovunque.

lunedì 4 luglio 2016

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 - Star -

Lo sguardo color rosa di sè s'impietosì: tra i cespugli sempreverdi era secco di amore. Il tuono serrò le braccia, gli aquiloni levarono le ancore, le nubi distribuirono le dita sulla carta. Bella come il sole si tuffò nervosa. Come il balzo del ciondolo mosso dal collo, uscì da perfetta danzatrice dell'eros. Stava in piedi, Regina degli scacchi ovunque, sul disegno incatenato di uomini e luoghi comuni. 

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 - Pill -

La lucciola in seta indossa luci stroboscopiche, con strisce di falpalà nega l'amore a chiunque. Parole di organza fuori tempo, salvano il gesto dall'odio manifesto. La cresta modula i cucchiai di caffè, la barca di carta imbevuta affonda in costole nere, ai ganci perdutamente. Fulgido trastullo è il torpore del vortice, la miseria sulla giornata frantuma teschi di candido relax. Col bulbo nero mostrano come la dentatura sia greto di fiumi universali.    

sabato 2 luglio 2016

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 - Televideo -

Sciama esterno il nugolo di brace previsto nel gallo da cortile. Il parcheggio dal passo lesto muove la scala mobile dell'oca col carbone al collo. Ogni volta riprincipia tirando tramonto e aurora, il lenzuolo di colui che dorme al risveglio. Semi antica la finestra accende l'ultima preghiera. L'orologio escluso dal muro, celebra il nuovo orario 06:30 e rinuncia al sole sulla brandina costruita in pietra. La parità non è un diritto se il distico si compiace della coperta. Ammiro il cielo a braccia conserte, mentre travaso neve dal fango. La finestra ovale dirimpetto, scoperchia mille passioni nella pineta marittima. Mi rivesto, maneggio il tenero arbusto: incendio la ciocca di capelli sul fondo del pozzo. Conquisto le monete d'oro, i diamanti grezzi ruzzolano dal pendio esausto. Il successo agognato .    

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 - Osaka -

Il piede in mare chiude diagonali a stringhe su scarpe inglesi. Il phon di manica corta priva il senno per la linea dell'equatore. Chiunque vi passi, scorge il cane del fucile guaire alla luna zoppa. Riflette l'intruso equilibrista. Spinge la fuga su trampoli con calma propria. Sullo fondo sfuso nido di cicogne, il cotone ambrato ricuce rocce sgretolate. Permette al fine dello scarto di ripulire le scorie. Recupera inferiorità alle membra raccolte in preghiere di massa. La luce stringe la pazzia sul dorso della mano, fiori di sospiro varcano il bordo d'un soffio al cuore. Sull'anulare posseggo il gorgo estremo, la soglia insegue ovunque i connotati del portafoglio. Un colpo di tacco, salta la pietra nello stagno, la goccia nata segue l'haiku che tesse il paracadute al ragno. L'inchiostro invisibile taglia la parte opposta al color dell'aragosta che disegna il pontile per l'attracco. Interviene la pioggia oltre la traversa.