sabato 17 settembre 2022

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 ...eh ed è ora di pianificare il domani con lo strabismo di Venere. Quando mi parla in tono succinto oltre che variopinto di vipere ho un sobbalzo dal soppalco al parco delle Rimembranze vivo in un tuffo. La spina mi graffia il cuore con alcune curve si getta nella braccia di un altro. Fiume gli argini sotto cui scorre in un cimitero da superare a grandi falcate. Mi lascia sull'occhio della coscienza di Motepulciano. E continua nel suo imperterrito agguantare le stringhe delle scarpe volanti. A guida automatica, mi muovo a gran cassa in animo perverso. Brasilia: mi dice la vecchia saggia col bastone la serpe avvoltolata viscida la testa viva di lingua biforcuta. Ho un labbro sfiorito su cui cresce l'edera il volto di Stoccolma mi innaffia ma si sa che l'edera si rivolge alla vita per aggrapparsi al cielo. E' la fermezza di un maniero sul colle. Di visone, mai morto col verso giusto il tono giusto il colore sfamato mi appoggio al palo. Illumina e crea ombre lunghe dal commiato del tramonto, il ventriloquo vende a grappoli le faccende quotidiane con i fili di spaghetti muove il passeggero. Mi chiede: l'elemosina con l'anima vera di una sporta in cui i rifiuti albergano lì per caso. Esco dalla palude di insetti mi dirigo sul foglio che ho disegnato per pianificare il domani per mio conto e contro ogni logica. Addio. << Eh un'opera rimane tale se incompiuta ! >> eh Addio con la O col bicchiere ci bevo la mia rinascita...eh mors tua vita mea...              

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