mercoledì 12 aprile 2017

322


 - Il sig. Aplomb -

Senza conoscenza circondato dal silenzio l'inconscio cogita lo scacco matto in cui vive. S'impedisce la redenzione per poter salire la scala della virtù di cui è privo. L'automatismo al non pensiero gli rende il tono di voce cacofonico leggermente impastato ma chiaro d'un retrogusto che si staglia su barricate di supponenza, di chi nel fondo dell'animo è abituato a non controllarne il flusso ignaro: per ciò disprezza. Non ha qualità, non lo sa, non lo rivelerebbe a se stesso se lo sapesse. Per quanto possa apparire introspettivo vive il doppio il triplo di se stesso cammina nella medesima storia dentro un ologramma di cui non è stanco. In certi periodi quando si ascolta stenta a riconoscersi. Nel tentativo di fare conoscenza con il proprio io vive nel terrore dell'autorevolezza che non ha, causa della sua incapacità di concentrarsi a qualcosa che non sia il suo hobby preferito. La frustrazione occultata di questo evento percepito alla lontana, fa si che la rovesci sul prossimo per potersi elevare con dignità alla vita passando inosservato sotto la sferza della colpa. Della vita non sa che farne tranne mantenere un aplomb disincantato. Racconta frottole all'alterità per far passare il tempo.

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